Silvio Russino, fotografo napoletano, presenta “Vae Suis”, un progetto realizzato in seguito all’incendio del 2017 che devastò oltre 1600 ettari del Parco Nazionale del Vesuvio.
Le fotografie, realizzate interamente in analogico e in bianco e nero, restituiscono un paesaggio bruciato, silenzioso, ma ancora vivo. In queste immagini, il fuoco non è solo distruzione, ma elemento trasformativo che costringe a fare i conti con la vulnerabilità del nostro rapporto con la natura. La scelta dell’analogico diventa atto di resistenza, una forma lenta di osservazione che contrasta l’urgenza del disastro e restituisce dignità alle forme sopravvissute.
Il titolo latino Vae Suis (“Guai a sé stesso”) riecheggia come ammonimento rivolto all’uomo, artefice e vittima delle proprie azioni. L’opera entra in risonanza con il pensiero leopardiano, e in particolare con La Ginestra, in cui il poeta colloca la fragile resistenza della vita — rappresentata da un fiore — proprio sul fianco del Vesuvio, simbolo di potenza e imprevedibilità naturale.
Così come la ginestra, anche gli alberi, i tronchi carbonizzati e le distese di cenere fotografate da Russino parlano di una bellezza ferita ma ancora capace di resistere e rinascere.
Silvio
Russino
Fotografo d’arte e grande appassionato di fotografia in bianco e nero sia analogica che digitale.
La sua ricerca artistica cerca di riportare l’attenzione su quei valori che in un mondo rapido e distratto spesso diventano semplici oggetti abbandonati.