In occasione dei 2500 anni dalla fondazione di Napoli, Vulcanica Essenza si propone come un atto di celebrazione e riscoperta, un viaggio emozionale e conoscitivo che fonde arte, scienza e cultura del territorio.
Al centro di questa narrazione si staglia la straordinaria potenza geologica dei Campi Flegrei e, in particolare, il cratere degli Astroni: un luogo dove la terra parla, ancora viva, del passato e del futuro
Questo progetto curatoriale nasce da una riflessione profonda sull’identità di Napoli, città che da sempre vive in equilibrio tra l’impulso creativo e la forza distruttrice della natura vulcanica. L’energia che ha modellato le sue colline, la sua costa e il suo spirito e la stessa che ha nutrito le sue vigne e forgiato le sue tradizioni. Vulcanica Essenza intende riportare alla luce questa connessione primordiale, ponendo al centro dell’esperienza l’intreccio tra la terra e l’uomo.
Oasi WWF Cratere
degli Astroni
Riserva naturale incastonata nel cuore di un vulcano quiescente, diventa lo scenario vivo e pulsante di un percorso immersivo. La storia stessa del cratere, nato circa 4.400 anni fa, e intrisa di suggestioni mitologiche e trasformazioni storiche. Il suo nome potrebbe derivare da Sturnis, per la presenza abbondante di aironi, o da Sterope, il ciclope mitologico che si dice vi abitasse. Alcune leggende evocano anche la presenza di stregoni, stironi, che praticavano rituali magici nella zona. Dall’epoca medievale fino al XVIII secolo, il cratere fu teatro di diverse funzioni: Federico II lo scelse nel 1217 come luogo di cura per le sue acque termali; nel Quattrocento, Alfonso I d’Aragona ne fece una riserva di caccia reale, arricchendola di fauna selvatica; infine, Carlo III di Borbone ne riprese l’uso venatorio dopo una parentesi gesuitica. Con l’avvento dell’età moderna, la zona venne sfruttata per scopi agricoli e militari, finche nel 1969 grazie all’impegno del WWF Italia fu finalmente riconosciuta come oasi naturale protetta. Dal 1992 e aperta al pubblico, custode di biodiversità e memoria collettiva.
In questo spazio carico di stratificazioni naturali e culturali, l’Oasi si impone come un fondamentale polmone verde per la città di Napoli, custode di biodiversità e memoria viva del paesaggio flegreo, dove il legame profondo tra terra, ambiente e comunità continua a modellare l’identità del territorio.
Cantine
Astroni
Protagoniste di questo racconto, rappresentano la continuità materiale e simbolica di una cultura che ha saputo trarre dalla cenere fertilità, dal magma identità, dal tempo sapore. La memoria e un valore essenziale per chi pone le proprie radici nella terra. La produzione vinicola locale in particolare il vino che nasce su suolo vulcanico diventa metafora perfetta dell’intelligenza ecologica di Napoli: un sapere antico che trasforma la potenza tellurica in nutrimento, in arte, in memoria liquida.
Attraverso Vulcanica Essenza, l’esperienza estetica si fa esperienza etica e conoscitiva. Il pubblico è chiamato non solo a osservare, ma a partecipare: a sentire sotto i propri piedi la forza della terra, a percepire l’aroma di una storia millenaria, a riconoscere nel gesto del coltivare, fermentare, degustare, un atto culturale che unisce la scienza, la spiritualità e il quotidiano.
Napoli, in questo progetto, non è solo una città da festeggiare: è un organismo vivente, un crocevia di elementi fuoco, acqua, terra, aria che trova nella creatività e nella resilienza il suo segno distintivo. Vulcanica Essenza ne è il racconto, il rituale, la celebrazione. Un invito a guardare dentro il cratere e vedere riflessa la nostra origine comune: fragile, potente, in perenne trasformazione.